sabato 16 marzo 2013

demoni

e se tutto fosse esattamente il contrario di tutto ciò che hai creduto finora?
C'è da tremare. C'è da non riuscire più a muovere un passo e aspettare lì, dove sei, che qualcosa accada e ti riporti alla tua vecchia certezza, che le tuo ossa o le membra in qualche modo escano da quel torpore e si decidano a spostarti da quell'improvviso niente.
La forma non cambia. La sostanza si!
Ho visto scene da fotografare centinaia di volte e poi me ne sono stufato. Ho cercato nel mio paese la migliore composizione e mi sono annoiato. Ho concentrato tempo e investimenti sulla ricerca di uno stile: coerenza mai raggiunta. Ho progettato foto e idee dall'alto contenuto "artistico" salvo affondare ripetutamente nell'autofallimento - o autocommiserazione?
Tutto quello che mi riguarda di fotografia - conoscenze, letture, incontri, lavoro, entusiasmi, rinunce - interagisce giornalmente con il mio fisico. Impugno la macchina e i miei muscoli si attivano in un modo che solo quel gesto permette. La mia concentrazione durante lo scatto mi provoca rughe alla fronte e in mezzo agli occhi; assumo, pur non avendone sempre la certezza, delle vere facce da cazzo. Però, in quella porzione di tempo io sto fotografando. Sto in sostanza usando me stesso come mezzo per ottenere qualcosa che in teoria potrebbe sopravvivere alle mie rughe, alle mie facce, al mio corpo in tensione. Quel medium rigorosamente descritto.
E la forma sta tutta lì, in quel mio corpo, mutato e mutabile ma sempre riconoscibile come il mio.
La sostanza invece si evolve e cambia in tutte le mie cre-azioni. Non fotografo per diletto, non per lavoro, non per vincere concorsi o produrre arte e millantarmene. Fotografo per scacciare demoni. Si chiamano paura, mediocrità, riconoscimento, soddisfazione, autocentrismo, superbia e gloria.

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